Il fuoristrada era stato consegnato assieme alle tabelle di marea. Il noleggiatore insisteva a richiamarci all'attenzione con un video sulle insidie della guida sulla sabbia. Ma dove diavolo eravamo diretti? Stava diventando la nostra preoccupazione principale in attesa del traghetto antidiluviano che ci avrebbe trasportato all'Isola Fraser.
Presto detto. Una volta sbarcati e ricevuta l'accoglienza degli abitanti locali (i magnifici pellicani della costa) non esitiamo proseguire verso la fitta foresta. Il percorso era una continuo zigzagare tra la sabbia, a momenti fine e insidiosa, in altri compattata dall'humus. All'imbrunire ci appare la costa Sud Orientale di Eurong, l'accesso alla Seventyfivemiles Beach, la più lunga spiaggia silicea del mondo ed anche l'unica strada per raggiungere l'Happy Valley Resort. La corsa spericolata per sfuggire alla marea ha trovato una tregua di fronte all'unica fonte di luce artificiale nel raggio di chilometri. Le onde avevano già cancellato le impronte dei pneumatici.
Fraser Island: 84 mila ettari di sabbia distribuita lungo 360 chilometri di costa. Ancora una volta la natura ci regala un tesoro inestimabile, tonnellate di sabbia accumulatesi sul fondo roccioso nel corsso di milioni di anni.
Il sistema è sorprendente. Sorvolando la zona si scoprono oltre 40 laghi di acqua dolce, che l'azione filtrante della sabbia pian piano ha purificato. La sabbia ha formato campi di dune alte fino a 20 metri. L'azione combinata di acqua e vento è il segreto del lento movimento delle dune lungo l'isola. In questo modo la vegetazione dell'isola non viene soffocata. Le conche lasciate dalle dune sono anche un buon sistema di approvigionamento di acqua piovana, che consente alla vegetazione di rinascere velocemente. La cosa più stupefacente è che la sabbia, una volta ripiombata in mare, viene nuovamente riportata dal lato opposto dell'isola tramite le correnti.
Oltre alle spiagge vi sono anche dei tratti di costa con mangrovie, boschi con alberi pregiati e pianori con arbusti. La sabbia su quest'isola non finisce mai di stupire. Dove l'erosione del vento si mostra più forte nascono coloratissime stratificazioni a forma di castello.
Anche l'uomo ha contribuito indirettamente alla composizione di questo scenario. Il naufragio del liner Maheno nel 1939 ha fatto nascere un bagnasciuga battuto dalle onde ed abitato da granchi e conchiglie.
Sull'isola non mancano volatili delle specie più disparate. Albatros, aironi, cormorani, falchi pellegrini, tutti intenti a pescare nel cavo delle onde o spezzare sulla battigia vongole grandi quanto un pugno.
Il mare, come l'isola, non è da meno in quanto sorprese e capacità di stupire. Un pescatore ci ha raccontato di come dugonghi e delfini siano ancora numerosi, e tra Agosto e Ottobre è possibile perfino avvistare branchi di balene gibbose nelle acque antistanti.
La sera il sole tramonta velocemente. Il nostro motel era un rifugio completo, dove oltre a riposare potevamo trovare un emporio e un distributore di carburante, che ci permetteva di rifornirci anche di storie e racconti. Ci accoglieva con il suo spensierato e rassicurante rituale serale: una birra, una battuta e il ricordo di scolaresche irrequiete, pescatori alle prime armi e le disavventure dei soliti cittadini in 4WD. I racconti più divertenti molto spesso lasciavano spazio a favolose battute di pesca, saghe sugli aborigeni (i vecchi padroni dell'isola), interessanti spiegazioni sulle abitudini della fauna che popola le dune e la foresta.
Il giorno seguente, visitando l'isola, è stato bello il pensiero di avventurarsi all'interno di un territorio rimasto intatto dai tempi di Cook, osservando wallabi(piccoli canguri), pitoni nani... e il più terribile Taipan! Non mancavano anche dingo e brumby, piccoli cavallini selvaggi, arrivati più tardi nella storia dell'isola con l'arrivo dell'uomo bianco.
"Siamo tutti amici", diceva un buontempone di nome Harry. "Qui siamo tutti come San Francesco". Lasciate che ve lo traduca: "Quando non c'è nessuno ti riduci a parlare anche con gli animali".
Se visitate Fraser Island tenetevi sempre bene in mente una cosa: guai a lasciare cartacce in giro! Non sono tollerate le zozzerie degli animali, pensate a quanto possano essere fiscali con gli uomini! L'isola potete visitarla anche con veloci escursioni giornaliere da Brisbane, ma vi consiglio di rimanere almeno con due pernottamenti per godere appieno del suo fascino.
Il Kingfisher Bay probabilmente rimane il miglior resort. Ovunque decidiate di soggiornare vi consiglio di farlo con un certo anticipo. Sempre se siete interessati a visitare questo tesoro verde della natura australiana.
