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Cape York: tra barriera corallina e foresta pluviale

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  1. GaetanoZito
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    Il fascino della barriera corallina ha finito con l'attrarmi più di qualunque cosa nella mia precedente visita alle Queensland. Sono però rimasto a fissare con molta curiosità chi decideva di attraversare un'altra barriera: quella verde e meravigliosa della foresta pluviale.

    L'entroterra offre tantissime possibilità a chi vuole esplorare questo territorio: rafting, canoa, bushwalking e spedizioni in fuoristrada a Cape York. C'è l'imbarazzo della scelta.

    Anche noleggiando una vettura da strada si può vivere una bella avventura estiva, magari per completare una vacanza marina nel Sunshine State. Alla fine ho lasciato Cairns per Kuranda. Mi sono deciso, spinto soprattutto per il mio interesse per la cultura aborigena e le sue famose danze Tjapukai. Poco distante il Barbon River è una buona possibilità di divertimento per tutti coloro che amano gli sport acquatici, in particolare il Rafting. L'acqua è protagonista anche degli altipiani di Atherton, grazie alle cascate e il lago Timaroo. Qui la vegetazione diventa lussureggiante ed i colori gialli dell'acacia rivaleggiano con i rossi grappoli del flame tree. Una festa di colori!

    Le felci giganti sono ovunque. Sembrano arrivare direttamente dal lontano Pleistocene. Abbiamo osservato anche diverse specie di orchidea (anche se non quante a Cape York). E' bastato un centinaio di chilometri per farsi conquistare dal fascino di questo outback.

    Seguita la strada per altri 160 chilometri in direzione Townsville, abbiamo raggiunto il cratere vulcanico di Undara. Qui abbiamo vissuto un'esperienza veramente indimenticabile: i Lava Lava Tubes.

    I 160 chilometri di condotti lavici sono un parco nazionale, visitabili da chiunque da ormai vent'anni. Il rapporto di collaborazione tra ente e parchi, la famiglia Collins (proprietaria della zona da più di 130 anni) e l'associazione "Guida di Savannah", ha reso possibile sia la salvaguardia del parco e la sua percorribilità.

    Questi condotti lavici sono tra i più lunghi del mondo ed arrivano intatti direttamente da Gondwana, il supercontinente primordiale. Fenomeni naturali simili, ma più contenuti, si possono vedere soltanto in Madagascar e in Africa Orientale.

    Qui in Australia la natura ha provveduto a popolare di flora e fauna gli antichi tubi di fuoco creando un ecosistema molto delicato.

    Tra le rocce di colore arancio, bianche o d'antracite si nascondono i piccoli wallabies (canguri delle rocce) e l'Eastern brown, un serpente arboricolo che si ciba soprattutto di pipistrelli misurandosi in autentiche acrobazie nel tentativo di acciuffarli.

    Le escursioni sono durate un'intera giornata e non hanno compreso solo il mondo sotterraneo. Le passeggiate nella foresta sono state ad esempio molto interessanti.
    Abbiamo imparato come nutrirci delle piante locali (bush tucker) senza incorrere nei pericoli e osservato gli abitanti della notte muoversi in moto al calar del sole.

    Le specie animali che popolano la zona sono più di un centinaio. Oltre al popolare canguro abbiamo visto emu, fenicotteri e coloratissime farfalle tropicali. I siti aborigeni da visitare non mancano di certo. Agata Creek e miniere abbandonate tra le mete più interessanti. Grazie alle sorgenti di Tallaroo, non manca nemmeno la possibilità di un caldo bagno nelle acque termali.

    Oltre alle escursioni le serate verranno sempre ricordate con grande piacere per i racconti, le canzoni e le ballate, vissute assieme al gruppo attorno ai fuochi da campo. In qualunque parte del mondo, una buona birra aiuta a diventare subito amici!

    In compenso risvegliarsi al mattino è dura. L'effetto è ancora più straniante se poi si annusa nell'aria l'esotico profumo della colazione accompagnato dal chiassoso gorgheggio del Kookaburra. L'"Undara Lodge" ci ha regalato un soggiorno molto particolare. L'Undara è un treno di inizio secolo splendidamente restaurato con carrozze trasformate in eleganti camere da letto, con tanto di sala ristorante e una libreria che funge da stanza fumatori. L'atmosfera era talmente suggestiva che mi aspettavo di vedere spuntare in qualsiasi momento il Signor Ercule Poirot con uno dei suoi tanti misteri.

    Abbiamo impiegato circa quattro ore in macchina per giungere a Townsville. Lungo il percorso c'è la città museo di Charters Tower. La città ha regalato speranze e soddisfazioni a numerosi cercatori d'oro, che puntualmente venivano poi "alleggeriti" da casinò e ballerine.

    Un lungo viaggo. che alla fine ci ha riportato proprio dove eravamo partiti: Townsville, la barriera corallina. La città è sede di un aeroporto internazionale, che permette un facile accesso alle meraviglie dei fondali marini, in virtù della sua vicinanza alla costa. Il suo acquario è tra i più importanti dell'Oceania e consente di di passeggiare sotto il mare in un emozionante viaggio nelle sue gallerie trasparenti sottomarine.

    Squali, cernie giganti, delfini ed una moltitudine di coloratissimi abitanti del reef ci volteggiavano intorno in un mondo incantato. Non mi dispiacerebbe affatto poter tornare un giorno a fargli visita in quel particolare Mondo di OZ.


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