Ero molto determinato a esplorare la sterminata regione di Arnhemland ( il Parco di Kakadu all'ennesima potenza, ma senza guardiaparchi ed assistenza). Il primo giorno non ho incontrato anima viva. C'era da aspettarselo. Peccato non aver condiviso lo spettacolo della luna e le sue suggestioni proiettate sulla "Baia dei Sette Spiriti". Di Max Davidson, la mia guida, neanche l'ombra. Nessuna traccia. Nix. Il timore di avere imboccato una pista sbagliata c'era tutto e ho ben pensato di riprendere la strada la mattina seguente.
Il giorno dopo mi sono dedicato alla raccolta di conchiglie, notando come il mare non fosse per nulla spopolato. In quelle acque ho scoperto piccole razze multicolori in pochi centimetri d'acqua, ma anche scia di un barracuda a caccia di piccoli pesci. L'incontro più straordinario è stato con un piccolo dugongo, con la testa fuori dall'acqua a godersi i primi raggi di sole. Bisogna proteggere questo paesaggio primordiale, un autentico paradiso distante poche miglia dalla famosa Isola di Bali.
Poi Max Davidson sono (fortunatamente) riuscito a incontralo. Il "Tutore Bianco di Arnehmland" mi attendeva all'ingresso della foresta. Con lui ho trascorso alcuni giorni presso il campo safari, destinato ad un numero limitato di visitatori. Il passaggio a terra è limitato. Facile da capire il perchè: cercano di ridurre al minimo l'impatto ambientale.
I racconti di Max sono stati particolarmente interessanti. Dice che una volta la caccia al bufalo acquatico e al wild pig (facocero australiano) erano l'unico mezzo di sostentamento per tutti gli abitanti della zona. Oggi si caccia per mantenere l'equilibrio ambientale, collaborando con gli aborigeni per consegnare intatto questo santuario della natura ai posteri.
Con Max abbiamo esplorato i siti archeologi aborigeni, ritrovando ancora una volta il legame tra passato e presente grazie a pitture millenarie così come immagini di solo una decina di anni fa.
Il luogo è difficile da raggiungere, rispetto alle pitture di Kakadu. A volte ci vogliono ore per aggirare grandi acquitrini.
La lunga camminata viene ricompensata dall'emozione di vedere spuntare dalla vegetazione la caratteristica figura antropomorfa impressa su solitari promontori rocciosi.
Un abbraccio e la promessa solenne di rivederci suggellano il mio soggiorno nel regno della natura australiana.
